01.10.2018 – NUOVO TENTATIVO DI RILANCIO DEL PARTENARIATO PUBBLICO – BOZZA DI CONVENZIONE TIPO

Uno degli aspetti più difficili nelle operazioni di partenariato pubblico privato – tema su cui l’Ifel ha organizzato un convegno mercoledì 3 ottobre a Roma – è quello della corretta allocazione dei rischi, nonché della gestione dell’opera pubblica, secondo i criteri fissati dalle direttive europee, evitando di incorrere in operazioni che possano risolversi in semplici appalti di lavori pubblici con il rischio di iscrizione dell’intera opera pubblica in bilancio. Proprio per evitare l’impasse, da parte degli enti pubblici, e rilanciare il ruolo di attrazione delle risorse private per gli investimenti pubblici, in considerazione della scarsezza delle risorse finanziare a disposizione, il ministero dell’Economia e della Finanze ha elaborato, per consultazione, una bozza di convezione tipo. Lo strumento potrà essere utilizzato in presenza di variabili che fino a oggi hanno creato apprensione da parte degli operatori pubblici: la gestione di opere fredde, ossia non capaci di remunerare con la sola gestione gli investimenti effettuati dal privato, richiedendo agli enti una compartecipazione, sia in termini di prezzo, sia nella corretta definizione di un canone di disponibilità dell’opera pubblica da realizzare o nei servizi accessori alla stessa.

Il collegamento tra piano economico finanziario e convenzione
Il piano economico finanziario rappresenta il punto di riferimento di un’operazione di partenariato pubblico privato la cui declinazione in termini di clausole contrattuali si è da sempre dimostrata di difficile elaborazione. In particolare la visibilità della gestione di un opera pubblica in un arco temporale mediamente lungo, con concreta variabilità dei presupposti rispetto alla sua elaborazione iniziale, rende fondamentale chiarire entro quali limiti dall’operazione possa in futuro derivare un disequilibrio o un surplus di utile rispetto alle condizioni di base che impongono una rivisitazione del piano finanziario inizialmente elaborato. Sono proprio le condizioni di equilibrio finanziario che sino a oggi hanno creato contenziosi con gli operatori, in quanto spesso non correttamente disciplinate nel contratto di concessione. Lo schema elaborato dal Mef indica, al punto 34 rubricato «Equilibrio economico finanziario», la necessaria declinazione delle variabili aleatorie non conosciute o non conoscibili al momento della proposta che, qualora si avverino, dovranno condurre a una necessaria rimodulazione del piano finanziario e del suo successivo equilibrio. In considerazione di questa operazione di equilibrio prospettico, le ipotesi inserite nel contratto potranno condurre in modo paritetico o, a una revisione delle condizioni a vantaggio del concessionario o, al contrario, a vantaggio del concedente. Nella parte definizioni (allegato 2) sono indicate le variazioni dell’equilibrio finanziario (restituzione del debito sulla base dei flussi finanziari calcolati secondo l’indice del Debt service cover ratio) o economico (Tasso interno di ritorno e importo del Valore attuale netto dell’azionista e del progetto) entro valori o percentuali disciplinate sin dall’inizio della concessione.

La matrice dei rischi
Altro elemento fondamentale dell’operazione di partenariato pubblico privato risiede nella corretta allocazione dei rischi, ossia quelli che dovrebbero restare in capo al concessionario e quelli che, per loro natura, sono da considerare in capo al concedente. Si ricordi come per aversi una operazione di partenariato pubblico privato (con iscrizione fuori bilancio dell’ente) che non degradi in un appalto di opera pubblica (con intera iscrizione nel bilancio), il concessionario deve obbligatoriamente trattenere due dei seguenti tre rischi: costruzione, disponibilità o domanda. Lo schema di contratto declina in dettaglio le diverse forme dei citati rischi con loro possibile allocazione tra il concessionario e concedente. Al di fuori dei tre fattori di rischio lo schema ne indica ulteriori due, classificandoli come altri rischi e rischi da allocare.